La scomparsa del silenzio

Si dice che lo stress per gli sfortunati uomini d’oggi sia in costante aumento.. E come meravigliarsene?..

Siamo sottoposti a tante e tali stimolazioni, sconosciute anche solo vent’anni fa: telefonini in squillo perpetuo, rombi e suonerie di ogni genere, luci artificiali di monitor accesi sempre più ore al giorno, ronzii di condizionatori, frigoriferi e elettrodomestici sempre in funzione….  Ovviamente questo è il prezzo del progresso, della comodità tecnologica, di una vita (sicuramente?) migliore. 
Ma in tutto questo baccano, ci siamo persi l’uscita di scena del silenzio. Già. Pare che non si porti più e che sia stato gettato nel cassettone delle cose vecchie per poi diventare, secondo i cicli e ricicli storici, un complemento vintage.
Se cerchiamo di pizzare le orecchie, anche solo per un minuto, ci accorgeremo che l’ambiente che ci circonda pullula di rumori e rumorini, alcuni quasi impercettibili, altri davvero fastidiosi e insistenti, a cui, però, ci siamo abituati!… Io, ad esempio, non sento proprio più il treno che scandisce ogni ora della giornata passando proprio sotto il mio balcone!..Me ne accorgo solo quando qualcuno per telefono dice di non sentirmi tanto forte; mio nonno non fa più caso al volume della tv (forse anche per l’età, lol) e non s’accorge che quando parliamo quasi copre le nostre voci.. La situazione a volte mi spaventa: stiamo sottovalutando l’importanza del silenzio.
I tecnici lo chiamano inquinamento acustico (se digitiamo ‘inquinamento’ su google ci uscirà come primo suggerimento!) ed è annoverato tra le prime cause di stress, disturbi psicofisici e, ovviamente, problemi d’udito. Diventa quindi sempre più difficile “fare silenzio”, fuori e dentro di noi. Soprattutto dentro di noi, privandoci di enormi benefici…. 
Si dice che quando la voce del mondo si spegne, possiamo cominciare a sentire la voce che è dentro di noi. Ma quando l’interruttore si rompe c’è rischio di fare cortocircuito.
Proviamo ad immaginare le nostre città senza auto, motorini, clacson impazziti… Che oasi! Riuscite a visualizzarle, anche solo per un momento?..
La cosa buffa è che tutto ciò sta avvenendo nella società dei “minuti di silenzio”. Un minuto di silenzio per ricordare…, si dice. (Curioso che siamo anche la società che ha perso la memoria…).
Occorre fare silenzio, a volte. Spegnere i brusii e i cinguetti della vita contemporanea e iperconnessa; rallentare…
Qualcuno diceva che nel silenzio due amici possono dirsi di più che con mille parole… scopriamo allora nuovi linguaggi; ascoltiamo di più noi stessi: abbassiamo il volume.




p.s.
Una raccolta di raffinate citazioni sul silenzio :

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