Souvenirs veneziani di cinema

Tornata da poco più di un giorno a casa, ripenso all’esperienza appena conclusasi al Lido di Venezia e ai film che ho visto alla mostra.

Paradossale, forse, ma il film che ricordo con più piacere è il fuori concorso Fondamentalista Riluttante di Mira Nair, un film bellissimo e profondo. Un ragazzo pakistano a NY che cerca la sua strada, la sua ragione di vita… che non si piega nè al ‘fondamentalismo’ capitalistico nè a quello religioso.. che si spoglia di una vita cucitagli addosso per andare a cercare sè stesso e le sue radici.

At any price, con Zac Efron è invece un film sul sogno americano, visto però dal lato oscuro; quando per il successo si è disposti a tutto. Il self made man che non vuole accettare il fallimento è disposto a barare pur di salire sul carro dei vincitori… Perchè non proviamo a creare un sogno italiano? Quello americano sta (s)cadendo molto in basso…

Bella addormentata di Marco Bellocchio, mi è piaciuto. E’ uno di quei film che non ti confeziona una verità, che non prende una posizione netta, ma che mette lo spettatore di fronte alla sua coscienza. Ha scatenato grandi dibattiti in corridoio.

Après mai, la rivoluzione dei ragazzi del 68, tra studenti ribelli, molotov, viaggi in India, acidi, aspirazioni artistiche, film sperimentali.. quando si viveva nella scia degli ideali.

the master, con joaquin phoenix (premiato come miglior attore) è stato per me un film impenetrabile, convulso, frammentario. Un reduce traumatizzato e alcolizzato incontra uno psichiatra sopra le righe che vuole curarlo con nuove tecniche ipnotiche. detto così sembrerebbe addirittura accattivante, ma per me è stato un caleidoscopio non sempre comprensibile di dubbie terapie e interpretazioni esasperate.

La cinquieme saison, la natura finalmente si ribella: non fa più nulla. Le piante non germogliano, gli animali sono sterili, i pesci si suicidano e il gallo non canta.. Più catastrofico del più terribile tzunami, proprio nella sua paralisi totale. La comunità belga che viveva di raccolta e allevamento arriva al collasso. Ci dimentichiamo troppo spesso di non essere i padroni.

E’ stato il figlio. poetico. Una tragedia greca, un pò grottesca, un pò comica, un pò disperata, ambientata in una Sicilia povera e degradata. Il consumismo crea bisogni inesistenti che pian piano divorano i rapporti familiari e quando non si hanno nemmeno i soldi per arrivare a fine mese si preferisce mandare un innocente in prigione pur di non perdere la pagnotta.

Un giorno speciale, della Comencini. Il titolo tristemente non azzeccato di un film per nulla speciale. Una storia un pò piatta quella dei due ragazzi in giro per la capitale. Non sanno come riempire il tempo e noi con loro.

Outrage Beyond, takeshi kitano regista e protagonista ci porta nelle viscere delle guerre intestine tra i clan criminali della yakuza giapponese. Non solo sparatorie e tradimenti, ma una storia ordita nei minimi dettagli, come un ragno sapiente che lentamente conduce la sua preda nel tranello.

Spring Breakers, con le ex Disney girls Vanessa Hudgens e Selena Gomez. Sicuramente avranno fatto accapponare la pelle a Topolino, Pippo e Paperino: hanno portato in scena tutto il censurabile, l’illegale e l’erotico possibile. Mi domando james franco perchè si sia voluto rovinare la carriera con un ruolo da gangster al limite dello stereotipo. Il film non è proprio tutto da buttare è pur sempre lo spaccato di una generazione. in putrefazione.

To the wonder, di terrence malick. Nonostante abbia ricevuto fischi e critiche io l’ho apprezzato molto. malick ha un suo stile peculiare, ha una firma, un tratto distintivo, una personalità. non è poco. la storia scava nel senso della vita e delle cose, nell’amore di coppia, nella fede. Alcune scene possono sembrare ripetitive, ma controbilancia qualche difetto la raffinatezza delle riflessioni.

Thy womb, di brillante mendoza, regista e protagonista di una storia che ci apre una finestra sul mondo lontano delle isole filippine, tra povertà estrema e rigidi codici culturali. Una levatrice che, pur dando la vita a tanti, non riesce ad avere un figlio tutto suo. Per amore del marito accetterà di trovargli una nuova moglie, ma la nascita del bambino rappresenterà per lei, ignara della richiesta della giovane sposa, il ripudio e la vergogna. Una leonessa ferita, una dignità calpestata, che seppur nell’impotenza in cui è costretta sa lanciare un ultimo potente ruggito.

Paradise, Glaube, parla di una donna fondamentalista cattolica, che spende tutta la sua vita nell’evangelizzazione e nella preghiera, umiliandosi anche fisicamente con frustate e cilicio. Improvvisamente arriva un uomo in casa, è l’ex marito, musulmano. Il film ha fatto parlare tanto per le scene blasfeme e un pò morbose…

Betrayal, film russo e si vede. Atmosfera fredda, glaciale. come gli sguardi dei protagonisti. un uomo e una donna scoprono che i loro rispettivi coniugi sono amanti. la gelosia è accecante e arrivano all’omicidio. essi stessi diventeranno poi amanti e innescheranno nuovamente il meccanismo perverso della menzogna e della gelosia. nessuno si salva dalla morsa dell’amore ingannato, tutti scontano con la morte o l’infelicità a vita le loro scelte funeste. siete avvisati.

pietà, superstar, passion e fill the void non ho avuto l’occasione di vederli.. biglietti andati a ruba alle prime ore del mattino, sito sovraccarico e nessuna possibilità di prenotare i biglietti, tra le cause.. Mi sfogherò per bene, delle pecche organizzative del festival, ma non preoccupatevi:
in un altro post……:P

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