Per aspera ad astra. Attraverso le asperità si arriva alle stelle.

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Mio fratello aveva un libro di latino che si intitolava così. “Non si arriva in alto senza fatica..”: sembrava ammonire allo studente quella copertina semi rigida. Le difficoltà, lo sappiamo, ci temprano, ci rafforzano, ci fanno diventare esseri migliori e godere meglio del traguardo, ma cacchio quanto sono brutte….delle bestie mangia sonno..
Per associazione di idee, se adesso penso a ‘difficoltà’ mi viene in mente una parola comparsa ormai da un po’ nel vocabolario quotidiano e super inflazionata: la parola ‘crisi’, con tutta quella scia di sentimenti negativi e angosciosi che evoca ad ogni sua pronuncia. La crisi. C’è crisi…Crisi nera…
Per quanto mi riguarda la crisi è cominciata quattro anni fa. Ve lo ricordate, in Spagna? Io ero là per studio e vidi per la prima volta uno sciopero popolare in strada: la gente aveva perso il lavoro e si moriva letteralmente di fame. Ogni giorno nel quartiere chiudeva un negozio o si metteva tutto in ‘liquidazione’ e ogni giorno vedevo un barbone in più all’angolo o gente ‘normale’ che frugava con nonchalance nei cassonetti della spazzatura … In Spagna era cominciato quel declino, lento e inarrestabile, di cui in Italia ancora si preferiva tacere ‘per non contrarre i consumi’, ma che già serpeggiava malefico in più di un settore. Fu proprio in quei giorni che una telefonata di mia madre ruppe ‘l’incantesimo dello ‘spettatore’ in cui vivevo. L’incantesimo dello spettatore, come lo chiamo io, è quella situazione in cui ci si sente partecipi di una sciagura ma senza esserne in realtà i protagonisti. O meglio, illudendoci di esserne i protagonisti.
Finchè la realtà rompe l’incantesimo.
“A papà non danno più lo stipendio.. Si naviga a vista in azienda.” La crisi del telegiornale delle 12:00 era entrata in casa mia. Come si era permessa? Perchè?
Di punto in bianco provai una sensazione stranissima, che non avevo mai conosciuto prima: mi sentivo un peso.
Un peso per la mia famiglia. Mi sentivo in colpa per colpe che non potevano essere mie.
Mi sentivo impotente. E avevo vergogna; perché studiavo e non lavoravo.
Quando tornai in Italia dalla Spagna feci l’esame di lingua spagnola, il DELE livello C2, il massimo. Non appena mi arrivò il diploma a casa l’incorniciai, misi un chiodo al muro e ce lo appesi. E lì ebbi l’idea. Darò lezioni di spagnolo. La cosa mi faceva maledettamente paura. Io che do lezioni di spagnolo? Sono troppo timida, non sono sufficientemente sicura, ma chi vuoi che venga!!.. No, non sono all’altezza.Non posso.
Il giorno dopo ero a mettere bigliettini per tutta Salerno: scuole elementari, medie e superiori; una retata completa.
Torno a casa e.. comincia a piovere.
Il giorno dopo torno alla carica e quello dopo ancora e poi annunci su internet, passa parola, telefonate.
Ho insegnato spagnolo per un anno a quattro ragazzi e ragazze e, vi giuro, non mi riconoscevo. Sembrava lo facessi da una vita. Uno al giorno tutti i pomeriggi fino al giovedì e il fine settimana animazione feste e babysitting. La prima lezione è stata tragica, anche perchè la mamma di una delle bambine è voluta restare per vedere un po’ come facevo lavorare e mi sentivo davvero sotto esame, dato che, ho scoperto poi, lei insegnava lingue…
Io non so spiegarmi tutt’oggi come abbia fatto, dato il mio carattere di merda, ma è stata un’esperienza che mi ha dato tanto e non intendo solo in termini economici, anzi. La ‘crisi’ ha violentato la mia personalità, i miei limiti, i miei blocchi. E’ stata una terapia d’urto fantastica.
“Per aspera ad astra”, dicevamo, che Seneca traduce: “La via che porta alle cose alte è irta di ostacoli”. La crisi non è finita (e per confermare non c’è bisogno degli economisti…), ma mi aspetto delle soddisfazioni in futuro all’altezza delle difficoltà e dei sacrifici che stiamo facendo. E lo auguro a tutti voi (spettatori o meno), d’altronde l’Olimpo, il Paradiso, o come chiamate voi il posto della felicità per eccellenza (anche la scatola dei biscotti buoni) è sempre, chissà perchè,tanto tanto in alto….

Buon 2013!!!

; )

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