Un pomeriggio di pioggia alla Caféotheque// Il mio reportage


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Oggi, 31 gennaio 2013, c’è stata a Parigi la prima riunione organizzativa per permettere il voto simbolico all’estero degli italiani che non potranno tornare a casa per le elezioni. Giulia Vencato, promotrice dell’iniziativa, ci ha spiegato come si voterà.

La redazione di melty.it sta seguendo da vicino la protesta dei tanti italiani all’estero esclusi dal voto alle prossime elezioni politiche. A Parigi oggi qualcosa s’è mossa e in un bar del centro, la Caféotheque, si sono incontrate questo pomeriggio alcune ragazze italiane iscritte al gruppo Facebook Elezioni Italiani all’Estero 2013 – Gruppo Parigi. Una ramificazione del più noto‘Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni’, che al momento sta coordinando le iniziative in tutte le principali città europee. La vicenda del ‘voto negato’ non coinvolge però solo studenti Erasmus, ma una fetta ben più ampia della popolazione. A testimoniare ciò è la ‘composizione’ del gruppo riunitosi oggi: una sola ragazza è qui a Parigi con il progetto Erasmus, altre sono ragazze alla pari o studenti iscritti in Francia. Ciò dimostra che i numeri sono ben altri e non si può parlare di 25mila persone, bensì almeno del quadruplo, come sostiene il blogger e giornalista Claudio Messora.

A ribadire tutto ciò è Giulia Vencato, vicentina, 23 anni non ancora compiuti, ex studentessa di matematica, che ha deciso di trascorrere un anno sabbatico a Parigi dove sta lavorando come ragazza alla pari: lei ed Emilio Zucchetti sono i promotori dell’iniziativa che è partita oggi alla Caféothèque. Ordine del giorno: l’organizzazione dei possibili seggi elettorali. Il gruppo che in pochi giorni è già arrivato a 200 iscritticerca di diffondere tra tutti gli italiani che vivono a Parigi l’iniziativa del voto attraverso ‘E-ligo’ , la piattaforma per votare online. Le registrazioni alla piattaforma saranno aperte martedì 5 febbraio e le votazioni online sono previste per il 21 e il 22 febbraio. Per votare occorrerà una copia digitale (scansione o eventualmente foto) di un documento che comprovi la permanenza all’estero. Per il 23 febbraio, invece, è prevista una votazione ‘cartacea’, se così potremmo definirla, con tanto di cartelle, seggi e scrutinio finale. “Il 23 Febbraio 2013 – annuncia Giulia – si voterà dalle ore 10.00 alle ore 20.00. In questo modo, sarà possibile procedere allo scrutinio entro le ore 22.00 e pubblicare in questo gruppo i risultati entro le ore 24.00. Questo ci permetterà di metterci in contatto con i media in modo tale da far avere la notizia il giorno seguente (domenica), quando in Italia le votazioni saranno ancora in corso” .

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“Vogliamo rendere effettivo un dovere civico che è stato tolto a circa 1milione di persone”, continua Giulia. “Ovvero dimostrare quanto avrebbe pesato il nostro voto. Noi stiamo investendo all’estero per portare poi questa ricchezza culturale in Italia e ciò non solo non viene riconosciuto, ma addirittura ci viene negato un diritto, un dovere civico! E’ assurdo”. L’indignazione è tanta e anche le altre ragazze sono deluse e decise a voler fare qualcosa di concreto per sostenere la protesta. Irene ad esempio dice : “Io ho portato persino la tessera elettorale qui, convinta di poter votare! ” e Jenny, altoatesina, rincara la dose:”Quando ho detto a mia madre, polacca, che non avrei potuto votare dall’estero non poteva crederci! Lei l’ha sempre fatto! “. A proposito della modalità di voto online, Giulia commenta:”Votare con un click, in modo serio e documentato, è una buona soluzione che si è diffusa proprio per la sua semplicità, certo è che prima la gente si dava un po’ più da fare per rivendicare il diritto di voto, ma oggi c’è una sorta di ‘sindrome della resa’ che rende tutti passivi”. Intanto, per chi volesse rientrare in Italia per votare, sono stati promossi degli sconti su aereo e treni. “Apprezzo l’iniziativa”, commenta Giulia, “ma credo sia una presa in giro. C’è un articolo, l’art. 48 della Costituzione, che recita: ‘La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività’. Ecco, è questo che voglio.”

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