Sotto casa a Parigi con Max Gazzè

‘Una musica può fare’ tanto. Come ad esempio sciogliere la gelida notte di Parigi, radunare in un locale di Montmartre un’intera colonia italiana di dottorandi, vacanzieri, fan sfegatati, ma anche qualche timido francese. Nella sala in fondo dell’ O’Sullivan i divanetti e i tavolini erano pieni di drink e cappotti, la gente era tutta accalcata contro il corrimano in legno che separa la pista e il palco dal salottino. Il concerto non era ancora iniziato, ma si sentiva già una certa elettricità nell’aria. Sembrava di essere a una rimpatriata, tra amici che non si vedono da un po’, forse perché si riesce presto a far amicizia e a chiacchierare in giro. Accanto a me c’erano due ragazze abruzzesi in vacanza qui a Parigi che appena saputo del concerto di Max non ci hanno pensato due volte a cambiare programma:“Lui è un grande, ma non gioca a fare la star, è una persona molto alla mano”. E non solo lui, direi. Avendo visto un sosia del cantante, ci siamo avvicinate incuriosite, credendo fosse il fratello, Francesco, con cui scrive i testi delle sue canzoni, e ci siamo ritrovate a chiacchierare con Clemente Ferrari, il maestro d’orchestra che l’ha diretto a Sanremo, nonché tastierista della band.

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Ci racconta, scherzando, che non hanno più l’età per fare i tour europei e che stanno viaggiando dal 25 febbraio su un camper strapieno di valigie. Dopo Berlino, Londra, Bruxelles, sono arrivati a Parigi alle 2 di notte, hanno montato tutta l’attrezzatura e oggi hanno fatto le prove in vista del live. Di Parigi quindi non hanno visto ancora niente, ma in compenso hanno bisticciato già due volte con i tipi dell’albergo. Se l’accoglienza francese non è stata dunque delle migliori, quella italiana all’O’ Sullivan è stata però in gran stile. Ecco che si comincia, Max Gazzè sale sul palco, giacchetta e smalto nero e riccioli fuori posto: “O’ Sullivàn! Ma sembra napoletano, sicuri che siamo a Parigi? ”, si parte ridendo e scaldando le ugole sulle note di Vento d’estate: “Sembra di essere a casa, strepitoso! ” è il commento di una ragazza siciliana, dottoranda qui a Parigi. E’ la volta poi de Il timido ubriaco, Di nascosto, A cuore scalzo, L’uomo più furbo, non si risparmia certo Max e tra una canzone e l’altra chiacchiera, scende tra i fan, ride: “Qui i concerti cominciano alle 7! Non abbiamo fatto nemmeno in tempo a tornare in albergo per cambiarci e abbiamo comprato delle magliette al negozio qui di fronte, vi piace? ” In effetti, niente male la t-shirt con la Tour Eiffel tra fulmini e saette; fa molto rock ‘n roll.

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L’atmosfera si fa sempre più intima, si è tutti vicini, attaccati, pubblico e band, tanto da riuscire a passare dei fazzoletti a Max e al batterista per asciugare un po’ il sudore che veniva giù dai ricci. Prima di cantare Mentre dormi, colonna sonora di Basilicata coast to coast, ci racconta dell’esperienza del film e della parte affidatagli dall’amico Rocco Papaleo. A lui che è un gran chiacchierone, l’ha fatto stare zitto per tutta la storia (interpretava un personaggio muto, ndr)! Poi si torna gli inizi con Colloquium vitae, La favola di Adamo ed Eva e Cara Valentina che si continua imperterriti a cantare a cappella nonostante la base sia finita. Nel locale fa sempre più caldo, si balla, si battono le mani a tempo e sulle note di Annina una ragazza arriva sotto il palco con un cartellone: “Se sono a Parigi è per te amore mio! ”, riprendendo il testo della canzone. Max la fa salire sul palco e Nadia ha l’onore di cantare una strofa da sola. “Il vostro calore ha scordato gli strumenti, siete fantastici! ”, Max è l’amico simpatico del gruppo, quello che racconta le barzellette e fa divertire. Ed ecco che arrivano i successi di SanremoI tuoi maledettissimi impegni e Sotto Casa, la cui parte live è veramente da stadio. Se dovessi riassumerlo in una parola, il concerto e Max Gazzè, sarebbe ‘ricercato’: le strofe sono legate da metafore mai banali, la sua musica racchiude insieme un’anima ermetica e romantica, e il suo stile ne è un riflesso. In chiusura ‘Una musica può fare’, quasi un inno di quella che è stata unaserata all’insegna della musica italiana di qualità, capace di scaldare il cuore e di far sentire tutti veramente Sotto Casa.

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