MaX PeZzALi, OsSeRvArE e RaCcoNtArE

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Per conoscere un artista è sufficiente osservare il suo pubblico: se osserviamo quello di Max Pezzali lo troveremo estremamente variegato, entro una gamma di età davvero molto ampia. In attesa, schiacciati contro le transenne, ci sono ragazzi, adolescenti, mamme e papà, trentenni e bambini. Max Pezzali, uno dei cantautori italiani più amati di sempre, è arrivato al Giffoni Experience per incontrare i giurati del festival e per ricevere il premio Giffoni Award Experience. Guardando il video di benvenuto creato dai ragazzi della giuria, si capisce quanto la musica di Max sia entrata davvero nell’immaginario collettivo di tantissime generazioni: i sedicenni (+16) hanno cantato a memoria le sue hit, i +18 erano visibilmente emozionati e tra i +13 c’è stato chi ha detto: “Sei un grandissimo artista e ti seguo da quando sono piccolo! ”.

 

E’ incredibile la presa che ha avuto Max sui giovanissimi, quelli che l’hanno conosciuto ascoltando l’mp3 del fratello più grande. “Questo regalo che mi avete fatto è davvero gratificante per chi fa il mio mestiere” – ha esordito Max dopo la proiezione – “perché molte volte si perde di vista cosa succede fuori… almeno fino al concerto. Per me essere qui e vedere che tanti cantano le mie canzoni è emozionante, grazie! ”Max Pezzali che ha raggiunto il primo posto con “Max 20” nelle classifiche di vendita, un’idea ormai deve essersela fatta di quello che ‘succede fuori’, a giudicare anche dalle vendite del suo tour, già quasi dappertutto sold out. “E’ stata una bella iniezione di fiducia e una grande soddisfazione”, ha aggiunto.

 

Cosa pensi del Giffoni Film Festival? Questo è un luogo in cui hai un feedback immediato, un laboratorio interessante per chi fa comunicazione, come la musica. È un’esperienza che consiglio a tutti.

Qual è il tuo ricordo cinematografico dell’infanzia? Sicuramente i film Disney, e poi quelli di Bud Spencer e Terence Hill o le imitazioni dei film importanti. Diciamo che la mia infanzia non è stata estremamente formativa dal punto di vista delle frequentazioni cinematografiche. Nell’adolescenza, poi, è stato diverso: un film come Apocalypse now ha segnato tutta la mia generazione.

 

Ti ricordi il primo disco che hai comprato? Uno dei primi dischi è stato un 45 giri degli Abba, SOS. Erano gli anni ‘70 e loro erano un’icona pop. Mi piaceva molto il mondo che evocavano.

Cosa consiglieresti a chi vuole fare il tuo mestiere? Il primo consiglio è osservare cosa c’è intorno. La canzone si scrive solo se si è in grado di osservare il mondo e questo viene prima delle lezioni di canto e ballo. La canzone deve essere significativa e per far ciò si deve Imparare a decodificare quello che succede e filtrarlo attraverso la tua sensibilità.

 

Quale musica oggi riesce secondo te a rappresentare lo spirito del tempo? Il rap è una delle forme di comunicazione musicale più vicina al quotidiano dei ragazzi. E’ concentrato sulla realtà e il suo racconto con toni duri e crudi fa parte della sua tradizione; serve per attirare l’attenzione. Ecco, credo che il rap sia arrivato a fare quello che il pop non fa più: osservare la realtà. Oggi ‘pop’ significa cantare d’amore e di cose universali, per questo meno specifiche e meno vicine al quotidiano dei ragazzi.

Quale canzone tra le tue dedicheresti a una persona speciale? E’ difficile scegliere.. Credo che mi butterei su un ‘classicone’: Come mai.

 

E’ una foresta di mani alzate quelle per Max, di ragazzi e ragazzini che lo ringraziano per essere lì con loro, per averli fatti avvicinare alla musica, per tradurre in canzoni le loro emozioniCosa ti ha avvicinato alla musica? Io ero un utente di musica, ne ascoltavo tanta: ero un nerd vero! Ho avuto una passione compulsiva per la musica e per generi particolari come l’heavy metal, il punk, ma non sognavo mai di farla. Semplicemente è successo. Repetto era il mio compagno di banco, lui faceva l’animatore e gli servivano dei testi per il villaggio. Da lì abbiamo cominciato a scrivere e poi il resto lo conoscete già.

Qual è la tua musa ispiratrice delle tue canzoni d’amore? Difficilmente pensi ad una persona, a una situazione specifica, sennò ti capisci solo tu e ti verrebbero troppi dettagli legati a quella persona lì. È importante riuscire a staccarsi un attimo e a mettere un po’ di tutte le donne con cui sei stato e che ti hanno affascinato.

 

Cosa deve fare un artista per avere visibilità in Italia? Ti posso dire tutti i trucchi del mondo, ma non servirebbe a nulla. Le cose accadono semplicemente perché accadono… Non so qual è l’elemento fondamentale, forse avere qualcosa di dire, anche se al resto del mondo non frega niente, qualcosa che tu credi sia importante e che debba essere raccontata, ma bisogna avere anche l’umiltà di capire se si è abbastanza bravi, mettersi nei panni di chi ascolta ed essere il peggior critico di te stesso.

 

In che modo i talent hanno influenzato il panorama della musica italiana? In italia il talent è diventato un po’ totalizzante: si pensa che sia l’unico modo per scovare nuovi talenti, invece in paesi con mercati più solidi e evoluti è solo ‘uno’ degli strumenti, non l’unico! Negli altri paesi esiste ancora il talent scout da cantina, ma in Italia per un problema di crisi del settore musicale è molto diverso ed il talent qui è l’unico strumento che ti permette di dare un successo abbastanza sicuro a un prodotto discografico. Il limite è che se riduci tutto al talent rendi la scena di un paese un po’ troppo limitata.

Da cosa prendi ispirazione? La mia esperienza di ogni giorno è la mia ispirazione: osservo tutto e mi rendo conto che, per chi fa il mio mestiere, è sempre più difficile. Sei sempre al centro della scena e più che osservatore sei sempre tu l’osservato.

 

Max Pezzali si è dimostrato essere un’artista a 360°: prima di tutto un cantautore, come una volta gli hanno scritto sulla carta d’identità alla voce “Professione”, un grande comunicatore che è riuscito a conquistare una fascia d’età che va dai suoi coetanei quarantenni fino ai giovanissimi, una persone estremamente interessante che osserva la realtà prima di cantarla.Max Pezzali, Forever Young.

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