Viaggi a metà

I viaggi in aereo non vanno bene. Il corpo arriva sempre prima della testa.

Tu sei lì che fantastichi, cerchi di immaginare dove troverai casa, le facce che vedrai nella tua strada e che sapore avrà il pane in quella nuova città, ma non fai in tempo a finire la storia che dalla cabina una voce metallica ti consiglia di allacciare le cinture: la procedura di atterraggio è iniziata e tu sei ancora a metà.

Il corpo è lì. Arrivato; come le valigie che scorrono sui rulli, tutte uguali,

ma il cervello gira in tondo, perdendosi ancora un po’.

C’è una sorta di fuso orario strano tra corpo e testa: come due continenti lontani, con stagioni alterne, che imparano a convivere forse con l’età. Come un uomo e una donna che si conoscono da tanto.

A me piacciono i viaggi lenti, anche se poi mi annoio. Mi è sempre piaciuto il treno, il paesaggio che scappa dietro, le conversazioni spiate e i perfetti sconosciuti che ti raccontano tutta la loro vita. In un viaggio.

 

I viaggi in aereo, quelli veloci, non fanno vanno bene. La testa protesta e le orecchie ronzano senza pietà.

E se poi la testa non arriva?…….

Come si fa?

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