Tra le righe della vita

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Ad un corso di sceneggiatura si impara a scrivere delle storie, ispirandosi alla vita. D’altronde, non potremmo ispirarci ad altro. Si cerca così di imbrigliare l’inafferrabile magma dell’esistenza in una griglia semplificata di cause ed effetti, di scene e sotto-trame. Partendo dal nostro quotidiano esistere, spesso privo di logica, si cerca di ricreare un mondo parallelo e fittizio in cui tutto risponde ad un’esigenza ben precisa: permettere allo spettatore di rispecchiarsi, senza troppa fatica, in quello che è solo un piccolissimo frammento d’esperienza.

A me sta succedendo l’inverso. Studiando la sceneggiatura e i suoi assiomi ho aperto gli occhi per la prima volta su alcuni aspetti della vita, su alcune sue evidenti costanti, con cui avrò fatto i conti centinaia di volte, eppure, distratta come mio solito, non avevo mai notato.

Gli schemi in questi casi aiutano:

– Assioma n° 1: non c’è storia senza conflitto.

E solo questo meriterebbe un vocabolario colmo di riflessioni. La storia è sempre il racconto di un problema, di uno scontro, con sé stessi o con l’esterno, di un desiderio frustrato, di un bisogno da soddisfare, di un enigma da risolvere. Insomma, vivere è avere problemi. Arrendiamoci.

– Assioma n° 2: non avremo mai una buona storia se il problema del protagonista è all’altezza delle sue capacità e delle sue forze. Il protagonista NON DEVE saper risolvere il problema. Deve chiedere aiuto; o deve sviluppare da sé le competenze necessarie. Deve superare sé stesso e le sue paure.

– Assioma n° 3: non c’è storia senza un arco di trasformazione. Si vive per crescere e crescere è tanto doloroso quanto benefico. 

– Assioma n° 4: il protagonista non può raggiungere subito il suo obiettivo: deve affrontare delle prove. E più ce ne sono (e più sono imprevedibili) tanto più la storia sarà avvincente. I guai fanno parte del gioco, accettiamoli.

– Assioma n° 5: non c’è storia senza antagonista. L’antagonista non è per forza “il cattivo”, è semplicemente l’entità che si oppone al raggiungimento dell’obiettivo del protagonista. E il protagonista non è per forza “il buono”…

– Assioma n° 6: non c’è storia al di fuori del tempo e dello spazio. L’ambientazione in cui è immersa la storia con i suoi personaggi ha un peso notevole sullo svolgimento delle vicende e troppo spesso viene sottovalutato. Ogni contesto ha le sue regole…

– Assioma n° 7: ogni storia ha un suo “punto centrale”, un momento bellissimo in cui il protagonista si sente arrivato sulla vetta dell’Olimpo, in cui nulla potrà più turbarlo, in cui il tempo si sospende e ogni cosa si lascia ammirare nella sua perfezione. Ci ritroviamo a pensare inavvertitamente “ce l’ho fatta!”…

– Assioma n° 8: ogni storia ha un momento di “caduta libera” (che generalmente, guardate il caso!, arriva proprio subito dopo la scalata dell’Olimpo). Semplicemente il protagonista ha fatto male i conti: inciampa e cade. Tocca il fondo del dirupo e non riesce più a rialzarsi. E’ il momento più brutto, disperato e nero. E’ il momento in cui pensiamo: “è finita. Non ce la farò mai”…

– Assioma n° 9: subito dopo il momento di merda, in cui tutto sembra essere spacciato per sempre, indovinate un po’ cosa succede? Ci si prepara al “climax finale” che culmina, nella maggior parte dei casi, nel “momento bellissimissimo”, quello che precede di poco la fine della storia. Il protagonista è cresciuto, ha lottato, ha affrontato prove durissime che l’hanno fatto piangere, disperare, perdere la fiducia in sé stesso e negli altri, ha fatto cose che non immaginava di potere o dover fare, si è messo in gioco. Sul suo cammino, però, non ha trovato solo guai: c’è stato anche il “mentore”, il complice, l’amico, qualche indizio rivelatore sparso qua e là, perché pian piano si impara a leggere “tra le righe della vita (cioè, della storia)”…, ed ecco che finalmente avrà l’illuminazione che cercava.

Capisce finalmente qualcosa in più di sé stesso. E’ quasi sempre una presa di coscienza la vittoria finale: il protagonista si scopre capace di superare l’ultimo ostacolo e di arrivare al traguardo finale.

– Assioma n° 10: il raggiungimento del traguardo segna la fine della sua storia: nulla sarà più come prima, o forse tutto torna ad essere come prima, tranne il protagonista. E’ la fine della storia o, forse,

un nuovo inizio…

 

 

 

 

 

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