Il sogno di scrivere

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“Molti pensano che la scrittura sia un modo per rimettere in ordine la vita, ma invece accade proprio il contrario: la scrittura è il miglior modo per fare disordine nelle proprie vite. E facendo disordine accadono quelle cose che sappiamo tutti. Si trovano foglietti perduti nel fondo di un cassetto, vecchi libri dimenticati finiti in seconda fila, petali di fiori secchi figli di antiche passioni e di gesti sentimentali, occhiali che non porti da anni e che tornerebbero a starti bene. Scrivere significa rovesciare cassetti, aprire armadi, spolverare stanze, stupirsi di tante cose che non si immaginava di avere. Gli scrittori più bravi sono dei geni delle cantine, sanno rivoltarle quasi al buio, tirare fuori tutto, ridisegnare il tempo, restaurare ricordi e rivenderli quasi non fossero i propri come fanno i rigattieri nei mercatini. E i lettori sono proprio come quei curiosi, che vanno per i mercatini a cercare ritratti di avi che non sono i loro, gioielli con iniziali che magari non gli corrispondono, cartoline antiche scritte ad altri, binocoli da teatro che non useranno mai, e che non sapranno mai a chi erano appartenuti, ma entrano a far parte del panorama piccolo della propria casa, tra oggetti di famiglia e oggetti desueti che si legano ai vecchi ricordi, e diventano altri ricordi, e assumono importanza. Scrivere è come sgombrare cantine. Scrivere è un lavoro simile a quello di certi signori che hanno quei camioncini con la dicitura: “si svuotano cantine”. Lo fanno gratis, ma si tengono tutto quello che trovano. Perché il segreto è tenere ogni cosa, tua o di altri poco importa. Guardare gli oggetti e cominciare a immaginare. E se imparerete a svuotare le vostre cantine avrete delle buone possibilità di diventare dei buoni scrittori”.

Il sogno di scrivere, Roberto Cotroneo, pag. 40

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2 thoughts on “Il sogno di scrivere

  1. e io mi dico continuamente “lo faccio domani”.
    “domani mi metto giù, raccolgo tutti i diari che ho, tutte le lettere, i block notes, gli skizzi, tutto il blog anche, e ne faccio un unico corposo ordinato scrittodime.” Domani poi non arriva mai. O quando arriva, mi perdo più a rileggermi e mai a riscrivermi. Chissà “quando” si può diventare un buono scrittore. Quando è il momento della svolta. Dal frammento al pezzo. 🙂

    • Anch’io ho la stessa “paura di scrivere”… e nel libro di Cotroneo c’è più di un passaggio in cui si spiega questo strano terrore (te lo trascrivo appena possibile). Credo che sia fisiologico: scrivere è faticoso, è spremere il proprio cuore senza vergogna, è scavare negli abissi, tra le pieghe della nostra interiorità, senza aver paura di quello che ne potrebbe venir fuori (anche, o forse, soprattutto, a nostra insaputa…). Non è un’operazione facile: è un lavoro d’artigiano; ci vuole dedizione e sudore, concentrazione e passione.
      Non demordere 🙂

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