boyhood

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“Questo esperimento narrativo non vuole cristallizzare intorno a dei protagonisti un sentimento immutabile nel tempo ma celebrare il cambiamento. Il suo racconto passa attraverso momenti in linea di massima ordinari o eventi poco importanti, quel che conta è il passare del tempo, cambiare realmente (non usando del trucco o un altro attore più adulto), per realizzare il sogno del cinema portato all’estremo: mostrare la vita umana mentre si svolge senza rinunciare alla forza comunicativa di un corpo vero che invecchia”

Gabriele Niola

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3 thoughts on “boyhood

  1. Boyhood dura 2 ore e 40 minuti. Le prime 2 ore sono appena decenti, gli ultimi 40 minuti sono belli. Di conseguenza, non è stata una visione del tutto deludente. Questo è il mio giudizio dal punto di vista cinematografico: dal punto di vista morale invece questo film mi ha disgustato, perché mostra:

    – famiglie sfasciate;
    – una madre single che cambia più uomini che calzini;
    – un padre quasi sempre assente, che ammette davanti ai propri figli che potendo tornare indietro si sarebbe messo il preservativo;
    – dei nonni che per il compleanno del nipote gli regalano un fucile.

    Tutte cose che ovviamente aborro. Di conseguenza, Boyhood è un film che riesci ad apprezzare soltanto se, come me, riesci a non farti influenzare dalla tua morale. Dato che l’America è notoriamente terra di puritani, i giurati dell’Oscar dalla morale si son fatti influenzare eccome, e hanno dato a questo film un sonoro calcio in culo.

  2. Ciao wwayne! Sicuramente si tratta di un esperimento cinematografico “molto” particolare e come tutti gli esperimenti ha un po’ il beneficio della novità, del “mai visto/provato/tentato prima”. Devo dirti però che, personalmente, l’esperimento mi è piaciuto molto pur restituendo un affresco problematico, come dici tu, del concetto di famiglia, quella americana qui, nel caso specifico. Linklater ci apre una finestra su un mondo: può piacerti ciò che vedi; può farti schifo. Questo vale per tutti i film, o meglio per tutta l’arte in generale. Io continuo ad apprezzare l’esperimento cinematografico messo in atto, perché sposta l’asticella delle potenzialità cinematografiche “un po’ più in là” rispetto al passato (come fece il montaggio, il primo campo/controcampo, come fecero gli effetti speciali, ecc..), un po’ meno la storia in sé. Ad ogni modo, grazie per aver condiviso il tuo punto di vista sul mio oblò! 😉 Buon pomeriggio

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