Concerto di una notte di mezza estate

Continua l’AbbiCuraDiTe Tour di Levante che l’11 settembre è arrivata al Carroponte di Milano. Una data intensa, tra successi vecchi e nuovi. Rivivila con i video e le foto della serata!

Levante, a Milano con Abbi Cura Di Te

Carroponte. 11 settembre. Lo scheletro di una vecchia fabbrica, una locomotiva ferma e luci rosse al neon: un’atmosfera evocativa che aiuta ad entrare nel mood della serata; a non tralasciare il passato e a prendersi cura di quel che resta. Ci si ritrova qui a piccoli gruppi, prima davanti ai cancelli, in un crescendo di chiacchiere e sorrisi emozionati, poi come un formicaio in trepidazione ci si avvicina alle transenne e la ressa cresce sotto il palco. In apertura della tappa milanesedell’Abbi cura di te Tour, c’è un amico fraterno di Levante, Alberto Bianco (in arte Bianco) che dopo aver curato la produzione artistica dell’album d’esordio, “Manuale Distruzione”, ha continuato il sodalizio con la cantante sicula producendo il suo ultimo lavoro discografico.Bianco, impegnato nel suo ‘Guardare per aria tour’ porta sul palco le sue ultime creature: da ‘Aeroplano’ a ‘Filo d’erba’, passando per ‘Le stelle di giorno’ e ‘Drago’ (solo per citarne qualcuna). Basta poco per capire che tra il cantautore torinese e l’amica ‘torinese d’adozione’ c’è un collegamento profondo: anche nelle sue canzoni riecheggia quella ricerca della felicità e dei piccoli gesti che vanno dritti al cuore.

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Bianco apre il concerto di Levante

Il pubblico intanto si è scaldato, qualche bimbo si fa prendere in spalla e Bianco con la sua semplicità disarmante chiede un applauso per Levante. E’ ora. Il suo nome luminoso, a caratteri cubitali, si accende in fondo al palco, ma Claudia si fa attendere ancora un po’ e nel frattempo ascoltiamo la playlist delle sue canzoni preferite. Quando cominciano a scandirsi in sottofondo le parole che fanno da introduzione ad ‘Abbi Cura di Te”‘la bolla di attesa esplode e il pubblico si scioglie in gridolini più o meno scomposti. Gonna a balze, maglietta a righe, stivaletti di pelle nera: un po’ zingara, un po’ sciantosa, Levante arriva con i suoi musicisti e prende posto al centro del palco: “Tornare a Milano è un po’ come tornare a casa”. E si vede, e si sente. Levante è a suo agio, domina lo spazio, balla e salta anche ad occhi chiusi: i piedi per terra non toccano mai.

Levante al Carroponte 2015
Levante al Carroponte 2015

Niente ‘pose plastiche’ né proforma o sorrisi di circostanza, Levante è così come la si vede, sinceramente scanzonata e divertita, mentre gioca con il batterista o mette le mani in faccia al bassista. Canta con il cuore in mano, ma anche in gola, in testa e nello stomaco, passando in rassegna tutte le canzoni dell’ultimo album. “Quando si scrive una bella canzone… o meglio, quando si pensa di aver scritto una bella canzone” si corregge, “hai l’impressione che non riuscirai mai più a scriverne un’altra così bella. Invece poi arriva e ti accorgi che ognuna è giusta per il momento in cui è nata. Non vale lo stesso per questo brano: non ci sarà mai nessun featuring più bello di questo!”. Come darle torto, ‘Finché morte non ci separi’ racconta la storia dei suoi genitori e del coraggio di sua madre che scappò di casa per amore. E’ la mamma che canta, insieme a Levante, e che racconta la sua storia. Le emozioni crescono e, tra le canzoni più recenti, tornano a galla i vecchi successi: ‘Cuori d’artificio’, ‘Sbadiglio’, ‘Duri come me’… figli di un Manuale di distruzione (qui live di ‘Alfonso’ nella redazione di melty)che si è trasformato in un decalogo di rinascita (come dieci sono i brani di Abbi Cura Di Te).

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Nel frattempo gli aerei continuano a volare sulle nostre teste, ininterrottamente, per tutta la notte, certamente più vicini di noi a quelle stelle che così tante volte vengono chiamate in causa. Quelle stelle che, come direbbe Bianco, un po’ ci invidiano… Tante facce pulite, persino una bombetta che sventola sulle retrovie: gli amanti di Levante apprezzano i suoi testi ricercati e le atmosfere intime che sa ricreare, come nel duetto con Bianco che risale sul palco per cantare ‘Mela’ e ‘Corri Corri’. Vicini, quasi abbracciati, intorno ad un solo microfono: un momento potente tanto quanto ‘Memo’, richiesta a gran voce dal suo pubblico, che Levante canta accovacciata per terra, come a voler raccogliere tutta l’energia possibile, senza farla scappare. L’intensità si mantiene alta, Claudia suona anche la batteria con trasporto e si è tutti pronti per l’avvicinamento al gran finale. Un gruppetto al lato sinistro del palco comincia a battere le mani a tempo e in un momento quel ritmo contagia tutti, finché la musica non parte per davvero. Il ritmo è allegro, le parole sono malinconiche, ma l’ukulele fa subito estate: la festa di ‘Alfonso’ a due anni di distanza assume un significato nuovo. Superati gli imbarazzi ed il sentirsi fuori posto in una vita di merda, stavolta è Levante che ci invita alla sua festa ed è davvero una persona nuova che si gode la gioia della ressa. Ha imparato la lezione: amarsi è la sola cura a tutti i nostri guai.

Crediti foto/video: Chiara

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